Scienze della Terra e del Mare

Il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) nasce in data 1 gennaio 2011 in seguito all’unificazione del Dipartimento di Chimica e Fisica della Terra ed Applicazioni alle Georisorse e ai Rischi Naturali (CFTA) del Dipartimento di Ecologia (D.Eco.) e del Dipartimento di Geologia e Geodesia (Decreto Rettorale n. 16 del 4-01-2011).

Tale fusione ha dato vita ad una struttura la cui anima è profondamente interdisciplinare poiché fonde ricerca e didattica di campi fortemente interdipendenti quali ecologia, geologia, geochimica e geofisica. Una visione integrata dell’interazione tra comparto biotico e abiotico è infatti invocata in tutti i contesti nazionali ed internazionali per analizzare nel modo più corretto gli effetti della variabilità naturale ambientale e antropica sugli assetti della biodiversità. Il DiSTeM coinvolge tutti gli ecologi e i componenti degli SSD di Scienze della Terra, e grazie all’eccellenza della qualità della ricerca condotta dai suoi componenti, si pone come leader della ricerca ambientale ed ecologica sia in Ateneo che in tutto il meridione di Italia. Grande attenzione nel Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) è posta sulla ricerca scientifica sia teorica che applicata attraverso una continua sperimentazione di nuove metodologie e tecnologie per lo studio dei sistemi naturali. Le ricerche condotte producono una significativa ricaduta sul mondo della ricerca di livello internazionale, come dimostrato da una ampia e variegata produzione scientifica su riviste internazionali. Tali ricerche contribuiscono altresì a fare del DiSTeM una struttura di riferimento a scala locale per istituzioni esterne pubbliche (e.g., regionali, provinciali, assessorati comuni) e enti privati. Afferiscono al DiSTeM 53 professori e ricercatori, 40 laureati tra Assegnisti e Dottorandi, 20 unità di personale tecnico ed amministrativo. Il Dipartimento è organizzato in diversi laboratori distribuiti nei poli di via Archirafi e di viale delle Scienze. Per quanto attiene la didattica al Dipartimento afferiscono Corsi di Laurea triennali (Scienze Geologiche, Scienze della Natura e dell’Ambiente) e Corsi di Laurea magistrali (Ecologia Marina, Scienze della Natura, Scienze Ambientali, Scienze e Tecnologie Geologiche), oltre al Dottorato di Ricerca in Scienze della Terra e del Mare. La governance del Dipartimento è assicurata oltre che dalla Giunta e dal Consiglio di Dipartimento da un Direttore Vicario, da un Delegato alla Didattica, un Delegato alla Ricerca, un Delegato alla Biblioteca, un Delegato alla sicurezza dei Laboratori, un Delegato al funzionamento ordinario, alla manutenzione e alla gestione del patrimonio, un Delegato alla Collezione di Mineralogia, un Delegato Responsabile per i Progetti Erasmus, oltre a 3 Responsabili di plesso. Supportano tale governance anche 3 unità di personale ATA con responsabilità per l’informatica e per le grandi attrezzature dei laboratori. Il Dipartimento gestisce il Museo Gemmellaro costituito da oltre 600.000 reperti suddivisi in numerose collezioni, fra le quali spiccano quelle riguardanti la storia geologia della Sicilia, con fossili che abbracciano un intervallo di tempo di oltre 270 milioni di anni, e collezioni geologiche e paleontologiche provenienti da tutto il mondo. Il museo custodisce anche oltre mille olotipi (esemplare sui quali sono state istituite specie fossili). All’interno del Dipartimento trova posto anche una collezione di Mineralogia con minerali dell’orizzonte gessoso-solfifero siciliano e con rare meteoriti. Il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) si occupa di tematiche che riguardano i settori delle Scienze della Terra e delle Scienze Naturali ed Ambientali, interessandosi di fondamenti teorici, della sperimentazione e dell’analisi di problemi e sistemi ambientali, della messa a punto di metodologie per la programmazione e la gestione ambientale e dell’applicazione delle moderne tecnologie per la valutazione e mitigazione degli impatti esercitati dalle attività antropiche. Nello specifico vengono sviluppate ricerche nell’ambito della geologia marina, della vulcanologia, della geochimica, della petrografia, della sedimentologia, dell’ecologia marina, della conservazione e della valorizzazione degli ecosistemi marini, della pesca e dell’acquacoltura. Oltre alle competenze inerenti la progettazione scientifica, i componenti del DiSTeM hanno anche ampia esperienza in azioni di trasferimento tecnologico verso piccole e medie imprese sia nazionali che internazionali. All’interno del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) sono presenti 17 SSD inseriti in due Aree CUN la 4 e la 5. La Valutazione nazionale della Qualità della Ricerca degli Atenei (VQR) ha visto l’Area delle Scienze della Terra, interamente rappresentata all’interno del DiSTeM, classificarsi tra le prime a livello nazionale e prima all’interno dell’Ateneo e il SSD BIO/07 classificarsi tra i primi tre a livello nazionale ed il primo tra i Settori Scientifici Disciplinari dell’Ateneo di Palermo. Diversi docenti e ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) afferiscono anche ad Enti di Ricerca quali l’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IAMC-CNR), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa) e hanno conferito prodotti della Ricerca anche a questi Enti per la loro valutazione di qualità. Il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) è anche in convenzione con l’Istituto di Biologia marina del Consorzio Universitario della Provincia di Trapani , dove operano due suoi Ricercatori. In tale contesto, all’interno del DiSTeM è in atto un’azione di promozione e verifica della ricerca, con il recupero di qualche docente scientificamente meno attivo, la cui ridotta produttività ricade negativamente sulla competitività e sostenibilità dello stesso Dipartimento, attraverso ipotesi di aggregazioni tra ricercatori e riqualificazione dei gruppi di ricerca. Queste azioni, attualmente in itinere, si accompagneranno a modelli di distribuzione delle risorse interne. Infatti si sta predisponendo l’istituzione di fondi di ricerca dipartimentali derivanti in parte degli overhead dei progetti di ricerca e dalle eventuali economie generate dagli stessi e dalle attività commerciali. In questo modo si intende assicurare non solo la sopravvivenza, ma anche un armonico sviluppo di tutti i gruppi di ricerca per un loro rilancio attraverso un investimento mirato ad iniziative di ricerca libera, attraverso il finanziamento di borse di studio o assegni di ricerca o il supporto ad attività internazionali di scambi culturali. Infatti, è noto che negli ultimi anni la politica del finanziamento della ricerca ha generato un grave e generalizzato rischio per tematiche non immediatamente applicabili a processi produttivi, o addirittura, ha prodotto la mortificazione della ricerca soprattutto per quanto riguarda la ricerca di base, ma anche quella individuale o di gruppi ristretti. L’azione intrapresa tende ad incrementare la competitività del DiSTeM e ad avvicinarlo ai quei Dipartimenti dell’Ateneo numericamente più consistenti e con maggiori opportunità di intercettare risorse finanziarie. Anche piccoli investimenti su alcuni temi di ricerca potranno costituire il volano di sviluppo e di recupero di frange dipartimentali attualmente poco rappresentate nello scenario della produttività scientifica e contribuiranno alla riduzione di questo gap di Ateneo. Diversi ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) sono anche impegnati all’interno di distretti Tecnologici (DT) come il Distretto “Sicilia AgroBio e Pesca ecocompatibile s.r.l.” e, attraverso CoNISMa, al Distretto Tecnologico dell’Ambiente Marino della Sicilia (DT Amar Sicilia). Con questi Distretti sono già attive collaborazioni scientifiche che hanno portato al finanziamento di numerosi progetti di ricerca e di alta formazione nella filiera agro-ittica e che nel breve periodo potranno costituire un volano di una più ampia progettualità per soddisfare l’importante richiesta espressa dai Soci dei Consorzi in materia di ricerca e sviluppo e l’immissione sul mercato di servizi e prodotti ad elevato contenuto tecnologico e valore aggiunto, con riferimento alla domanda di servizi/prodotti generata sia dai soci, sia da attori esterni alla compagine, non esclusivamente localizzati nel territorio regionale. Il Dipartimento sta anche contribuendo nelle tematiche Turismo, Cultura e Beni Culturali, Economia del mare, Agroalimentare, alla definizione della migliore interfaccia con il contesto istituzionale regionale anche attraverso la partecipazione a tavoli di concertazione e soprattutto alla definizione della “Strategia regionale per l’innovazione”. Il DiSTeM è inoltre impegnato alla definizione dei processi di monitoraggio regionali e nazionali nell’ambito della Marine Strategy, in riferimento alla Direttiva europea 2008/56/CE che ha come obiettivo il raggiungimento da parte degli Stati membri del Buono Stato Ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per le proprie acque marine. In questo ambito si è appena conclusa una fase di ricerca per lo studio degli ambienti a coralligeno di alcune zone costiere siciliane ed è in atto una collaborazione con l’IAMC-CNR di Capo Granitola per la “Creazione di un osservatorio della biodiversità della Regione Siciliana”. La partecipazione a Consorzi Interuniversitari e reti di ricerca internazionali, nonché a Cluster e Piattaforme Europee, costituisce parte integrante dell’attività scientifica svolta da docenti, ricercatori, assegnisti e dottorandi del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) nella consapevolezza che attraverso tali canali sarà possibile raggiungere più facilmente l’obiettivo di internazionalizzazione della ricerca ed accedere ai finanziamenti internazionali in una quota sempre più rilevante. A tal proposito è in atto un’azione di monitoraggio dei progetti presentati/finanziati, delle collaborazioni internazionali attivate, delle associazioni con strutture di ricerca estere e di altri indicatori di visibilità internazionale per i ricercatori del DiSTeM. In ambito regionale il DiSTeM è impegnato nel continuo rapporto con il territorio fornendo servizi ed expertise su richiesta ed attivando processi di integrazione con le Istituzioni e con il mondo produttivo e in generale con il sistema economico regionale e con le Istituzioni e con tutti gli attori del sistema socio-economico regionale. Ne sono testimonianza le numerose convenzioni/accordi/lettere di intenti sottoscritti con Amministrazioni ed Enti pubblici. Nello specifico vanno ricordate le convenzioni con l’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente, l’Ente Porto di Palermo, il Comune di Palermo, tutte le Aree Marine Protette (AMP) siciliane come Isole Egadi, Ustica, Capo Gallo ed Isola delle Femmine, Lampedusa. Con quest’ultima in particolare si sta realizzando un Consorzio per la gestione dell’AMP del quale il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) sarà il referente per conto dell’Università di Palermo. Tali accordi rientrano nell’interesse del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) di promuovere il trasferimento delle conoscenze della ricerca sul bacino territoriale di riferimento, per partecipare alla domanda di innovazione regionale e recepire, al contempo, le opportunità innovative. In un panorama dove le relazioni si configurano spesso episodiche, il tentativo è di rendere strutturale il rapporto tra ricerca universitaria e stakeholders. La forte interazione tra il DiSTeM e il territorio in termini di offerta di servizi è resa possibile dall’elevata specializzazione dei laboratori che operano al suo interno e dal rapporto fiduciario, ormai consolidato nel tempo, tra i ricercatori che vi operano e gli Enti pubblici di riferimento. Il volume economico delle attività tra istituzionale e commerciale è stato per il 2013 di circa 4 MEuro, obiettivo raggiunto anche grazie allo sforzo per personale che opera nell’Amministrazione del Dipartimento, che risulta peraltro carente di ben 3 unità rispetto alla pianta organica prevista. Le carenze nel comparto gestionale ed amministrativo, in momenti di sovraffollamento di fondi di ricerca, possono rappresentare un freno a nuove iniziative e mortificare le sforzo in atto dei ricercatori che tendono a proporsi come referenti, anche con ruoli di coordinamento, nel panorama dei progetti europei. Altro elemento di criticità è rappresentato dalla carenza di tecnici di laboratorio ed alcune grandi attrezzature sono gestite da personale altamente qualificato ma contrattualizzato a tempo determinato con risorse provenienti da progetti di ricerca. Queste difficoltà dovrebbero essere superate con la predisposizione di un piano di potenziamento della pianta organica dipartimentale nel comparto TA; su questo si sta lavorando per trovare, con l’Amministrazione Centrale, le vie più rapide per la soluzione del problema o quanto meno per la sua attenuazione.