PALERMO – Come ogni anno, il cuore pulsante della memoria antimafia si è ritrovato in via Notarbartolo. Centinaia di persone — tra cittadini, studenti provenienti da tutta Italia, scout e rappresentanti delle istituzioni — si sono radunate sotto il monumentale Ficus monumentale che sorge davanti a quella che fu l’abitazione del giudice Giovanni Falcone, diventato nel tempo l’emblema universale del riscatto e della lotta alla criminalità organizzata.
Il raduno sotto l’Albero Falcone ha rappresentato, anche in questo 23 maggio 2026, il momento culmine delle commemorazioni per il 34° anniversario della strage in cui persero la vita il magistrato, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Biglietti, ritratti e striscioni: il tributo della piazza
La corteccia e le transenne attorno all’albero sono state letteralmente sommerse da una cascata di lettere, disegni e messaggi lasciati dai passanti e dai ragazzi delle scuole. “Siete sempre nel nostro cuore”, “Gli uomini passano, ma le idee restano” e “Le vostre idee camminano sulle nostre gambe” sono solo alcune delle frasi storiche e delle dediche che si leggono sui foglietti colorati appesi ai rami, accanto ai ritratti affiancati di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Tra la folla è spuntato anche un grande striscione recante i nomi di tutte le vittime della strage di Capaci, per sottrarle all’oblio del tempo e ribadire l’esigenza profonda di verità e giustizia.
Il momento del silenzio alle 17:58
L’emozione ha raggiunto il suo apice nel tardo pomeriggio quando, alle ore 17:58 esatte — l’orante e drammatico istante in cui il tritolo fece esplodere l’autostrada A19 nei pressi dello svincolo di Capaci nel 1992 —, la piazza è sprofondata in un silenzio assoluto e irreale, interrotto soltanto dalle note del “Silenzio” d’ordinanza suonato dalla tromba. Un minuto di commozione collettiva che ha unito generazioni diverse: dagli adulti che vissero il dramma di quel tragico 1992, ai giovanissimi nati molti anni dopo, ma cresciuti nel mito della legalità.
Le parole di Maria Falcone e le tensioni della giornata
La giornata, tuttavia, non è stata priva di riflessioni profonde e momenti di dibattito politico e sociale. Dal palco, Maria Falcone, sorella del magistrato e presidente della Fondazione Falcone, ha voluto lanciare un messaggio netto: “Oggi sul palco ci sono soltanto io a ricordare le vittime della mafia”, sottolineando l’importanza che la memoria resti un valore condiviso e “non sia sterile”, ma si traduca in un impegno civico quotidiano.
In merito ad alcuni momenti di contestazione e alla comparsa di striscioni polemici in via Notarbartolo (tra cui uno recante la scritta “Fuori la mafia dallo Stato”), Maria Falcone ha commentato fermamente: “Non è questo il momento per le contestazioni, oggi è il giorno del ricordo e dell’unità nel nome della legalità”.
La grande partecipazione popolare sotto l’Albero Falcone ha dimostrato, ancora una volta, come Palermo e l’Italia intera rifiutino l’indifferenza, confermando che il sacrificio di Capaci continua a essere il seme da cui germoglia la coscienza civile delle nuove generazioni.














