Un sondaggio sottoposto a medici, infermieri e altro personale sanitario dell’AOUP Paolo Giaccone, cui hanno aderito circa 500 persone, da cui emerge che la maggioranza è favorevole alla vaccinazione obbligatoria.
Sondaggio su vaccino Covid-19 a Palermo. Il sondaggio è stato condotto da un team multidisciplinare dell’Università di Palermo guidato dalla dott. Lucia Craxì, bioeticista del Dipartimento Bi.N.D., e dal dott. Vincenzo Restivo, igienista del Dipartimento PROMISE. Hanno aderito circa 500 persone, da cui emerge che la maggioranza è favorevole alla vaccinazione obbligatoria.
Minore è risultato l’accordo sulla priorità da dare agli altri gruppi, quali anziani ricoverati nelle RSA e lavoratori dei servizi essenziali. Il personale sanitario è invece concorde nel ritenere che le persone più giovani e a minore rischio di complicazioni debbano essere in ordine di tempo le ultime a vaccinarsi.
“Una vaccinazione di massa accettata da almeno il 60% della popolazione italiana e che consenta di ottenere l’immunità di gregge sarà uno strumento essenziale per vincere la battaglia contro COVID-19 – spiegano i componenti del team che ha svolto la ricerca – Tuttavia la strada è ancora lunga: la quantità di dosi di vaccino Pfizer-BioNTech a disposizione, l’unico approvato al momento attuale, mentre quello Moderna sarà valutato dall’EMA entro metà gennaio, ha imposto di scegliere a quali gruppi di persone dare accesso per primi. L’Italia, come molti altri paesi, ha scelto di vaccinare prima il personale sanitario, insieme agli ospiti e al personale delle RSA. Ci si chiede però: cosa ne pensano i protagonisti della scelta? Il personale sanitario è motivato nell’accedere per primo ai vaccini? Per quali ragioni? Medici, infermieri e altri operatori sanitari accetteranno un vaccino se gli verrà imposto?”.
Il sondaggio si è posto l’obiettivo di rispondere con rigore scientifico a queste domande, chiedendo a tutto il personale sanitario del Policlinico Giaccone di esprimere la propria opinione mediante un questionario specifico.
“Per assicurare il massimo beneficio possibile, le scelte sulle classi a cui attribuire priorità nella vaccinazione vanno fatte sulla base delle migliori evidenze scientifiche a disposizione – continuano dal team di ricerca – ma è altrettanto importante chiarire quali principi stanno alla base di queste scelte, quali valori sono in gioco e qual è l’opinione dei protagonisti di queste scelte. Questo è ancora più vero nel caso del personale sanitario che, aderendo in massa al piano vaccinale, potrà convincere con la propria partecipazione tutti coloro che in questo momento esitano di fronte a un vaccino tanto atteso”.
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