PALERMO – Non dà tregua l’ondata di caldo subtropicale che in questi giorni sta tenendo la Sicilia (e l’Italia intera) in una morsa di afa e temperature roventi. Tuttavia, l’immensa bolla di alta pressione africana sta iniziando a mostrare i primi segni di cedimento “interno”. Sotto la stabilità apparentemente indistruttibile dell’anticiclone si nasconde infatti un’insidia tipicamente estiva: i temporali di calore.
Nelle ultime ore, l’invecchiamento della massa d’aria unito all’accumulo di calore nei bassi strati e a un progressivo aumento dell’umidità ha creato la miscela perfetta per l’innesco di fenomeni temporaleschi improvvisi, localmente anche di forte intensità.
La mappa dell’instabilità: nel mirino l’entroterra siciliano
Secondo gli esperti meteorologici, le zone interne e montuose della Sicilia saranno quelle maggiormente esposte a questa forte instabilità pomeridiana. Il meccanismo è quello classico delle estati mediterranee: l’aria caldissima e umida che risale dal suolo incontra infiltrazioni di aria più fresca in quota (legata all’avvicinamento di una cosiddetta “goccia fredda”).
Questo contrasto termico genera imponenti nubi a sviluppo verticale capaci di scaricare, nel giro di pochissimo tempo, violenti rovesci, grandinate e forti raffiche di vento. I fenomeni tenderanno ad accendersi rapidamente nelle ore centrali del giorno per poi esaurirsi in serata, lasciando dietro di sé il rischio di danni localizzati ma senza un reale beneficio sul fronte termico.
Perché il caldo non darà tregua (per ora)
Chi spera in un refrigerio immediato resterà deluso. Gli esperti avvertono che questi temporali, per quanto violenti, non rappresentano la fine della canicola. Trattandosi di fenomeni localizzati e alimentati dalla stessa aria calda preesistente, l’effetto immediato sarà un ulteriore e fastidioso aumento dei tassi di umidità, che renderà l’afa ancora più opprimente e persistente su gran parte del territorio regionale, coste comprese. Il termometro continuerà a far registrare valori ben oltre la media stagionale, con picchi che nell’entroterra sfioreranno o supereranno i 35-38 gradi.
Verso una svolta a inizio luglio?
Il dominio dell’anticiclone africano è destinato a prolungarsi almeno fino ai primi giorni della prossima settimana. Tuttavia, i modelli matematici iniziano a intravedere un possibile e più radicale cambio di scenario. Le prime proiezioni indicano infatti una possibile rottura della stabilità atmosferica a partire dal 3 luglio, quando una perturbazione più organizzata e aria decisamente più fresca potrebbero scacciare definitivamente il super caldo, riportando le temperature su valori più consoni al periodo. Una tendenza che resta comunque da monitorare e confermare nei prossimi aggiornamenti.













