PALERMO – C’era grande attesa a Palermo per l’appuntamento culturale più prestigioso della stagione coreutica, e le aspettative non sono state tradite. Il palcoscenico del Teatro Massimo si è illuminato per accogliere l’Étoile dei due mondi, Roberto Bolle, protagonista assoluto di “Caravaggio”, lo straordinario balletto in due atti creato dal coreografo Mauro Bigonzetti.
Il Massimo, per l’occasione sold out in ogni ordine di posto, si è trasformato in una monumentale tela seicentesca. Lo spettacolo, che fonde la potenza drammatica della danza contemporanea con la precisione del balletto classico, ha letteralmente stregato il pubblico palermitano, accorso per ammirare un Bolle in stato di grazia.
Un viaggio nei tormenti del genio
L’opera non si limita a raccontare la vita del pittore lombardo Michelangelo Merisi, ma scava nelle viscere della sua anima tormentata. Sul tessuto musicale orchestrato da Bruno Moretti – che rielabora magistralmente le atmosfere barocche di Claudio Monteverdi – Bolle dà corpo e muscoli alla dualità del pittore: da un lato la spinta verso la luce e l’estasi divina, dall’altro l’attrazione fatale per il buio, la carne, il sangue e i bassifondi.
La fisicità scultorea di Roberto Bolle si sposa perfettamente con l’immaginario caravandésco. Ogni posa, ogni pas de deux, ogni salto sembra riprodurre i contrasti netti del chiaroscuro che hanno reso immortali tele come la Decollazione di San Giovanni Battista o la Giuditta e Oloferne.
“Interpretare Caravaggio significa ballare con le proprie ombre”, ha dichiarato l’Étoile a margine delle prove. “È un personaggio viscerale, violento e appassionato, che richiede un’energia fisica ed emotiva totale.”
Una sinergia perfetta con il Corpo di Ballo
Ad affiancare Bolle in questa produzione sontuosa, un Corpo di Ballo del Teatro Massimo in forma smagliante, capace di assecondare le geometrie fluide e spezzate della coreografia di Bigonzetti. I quadri d’insieme si sono susseguiti con un ritmo serrato, creando composizioni umane che hanno richiamato visivamente l’estetica dei corpi intrecciati tipica del barocco.
I costumi essenziali e il disegno luci, curato nei minimi dettagli per ricreare la tipica “luce radente” del Merisi, hanno completato un’opera visiva di rara bellezza, capace di togliere il fiato.
Dieci minuti di applausi
Al calare del sipario, il Massimo è letteralmente esploso. Dieci minuti di applausi ininterrotti e standing ovation hanno salutato Roberto Bolle e l’intera compagnia. Palermo si conferma così una piazza centrale per i grandi eventi internazionali, regalando una notte di pura arte che rimarrà a lungo nella memoria degli spettatori.
Lo spettacolo replicherà nei prossimi giorni, confermandosi già come l’evento imperdibile dell’estate artistica palermitana.















