C’è un filo invisibile, ma robustissimo, che unisce la laboriosità silenziosa della Sicilia al Quirinale. Nelle ore in cui il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha siglato i decreti di nomina per i 25 nuovi Cavalieri del Lavoro del 2026, il cuore economico e morale dell’Isola ha sussultato di orgoglio. Tra le eccellenze del Made in Italy premiate dal Capo dello Stato spicca un nome che a Palermo – e ormai non solo lì – è sinonimo di qualità, visione e fermezza: Giuseppa “Giusi” Vitale.
L’onorificenza conferita all’amministratore delegato di Prezzemolo & Vitale non è soltanto il riconoscimento a una straordinaria parabola imprenditoriale. È la fotografia di una Sicilia profondamente cambiata, capace di imporsi sui mercati internazionali restando fedele alla propria identità e, soprattutto, ai propri valori di legalità.
Dalla bottega di quartiere ai salotti di Londra
La storia di Giusi Vitale affonda le radici nel lontano 1986. Tutto ha inizio come una piccola e tradizionale bottega alimentare a Palermo, gestita insieme al marito Giuseppe Prezzemolo. Dieci anni di sacrifici, di sveglie all’alba e di una meticolosa, quasi maniacale, selezione delle specialità gastronomiche locali. Poi, nel 1996, la svolta intuitiva: trasformare quel minimarket di famiglia in un “food store” rivoluzionario per l’epoca, capace di fondere la freschezza del mercato di quartiere con le eccellenze di nicchia del territorio.
Da quel momento, il marchio Prezzemolo & Vitale (P&V) non si è più fermato. Nel 2002 è iniziata l’espansione e la digitalizzazione con il lancio dell’e-commerce. Oggi l’azienda conta dieci punti vendita a Palermo e ben sei a Londra, nei quartieri più esclusivi della capitale britannica (come Chelsea e Notting Hill), dove i consumatori inglesi fanno la fila per acquistare il sapore autentico delle arance, dei formaggi e dell’olio siciliano. Una realtà che oggi dà lavoro stabile a 230 dipendenti, un presidio occupazionale fondamentale in una terra ancora ferita dalla disoccupazione.
Il commento delle istituzioni
La notizia è stata accolta con grande entusiasmo anche a Palazzo d’Orléans. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha voluto sottolineare il valore iconico di questa nomina: “La crescita di Prezzemolo&Vitale dimostra come la nostra terra sappia esprimere eccellenze capaci di affermarsi a livello nazionale e internazionale, valorizzando qualità, innovazione e tradizione”.
La “sicilianità” oltre i confini: il caso di Vincenzo Andronaco
Se Giusi Vitale rappresenta la forza dell’impresa radicata nel territorio che si espande verso l’esterno, l’elenco dei Cavalieri del Lavoro 2026 svela anche un’altra sfaccettatura della genialità sicula: quella dell’emigrazione di successo. Tra i premiati nel settore del commercio estero figura infatti Vincenzo Andronaco. Pur operando fuori dai confini nazionali, Andronaco porta nel DNA la stessa matrice: l’intuizione di trasformare i prodotti alimentari e la cultura gastronomica italiana in un impero commerciale all’estero, dimostrando che il legame con la propria terra d’origine resta il motore immobile di ogni grande successo.
Una speranza per il futuro
Accanto ai colossi della siderurgia, della farmaceutica e dell’automotive del Nord Italia, la presenza della Sicilia in questa prestigiosa lista dimostra che lo sviluppo del Mezzogiorno passa inevitabilmente dalla valorizzazione della terra, della trasparenza e del “saper fare”. Giusi Vitale, da Palermo a Londra con il sorriso e la determinazione delle donne siciliane, è da oggi, ufficialmente, un Cavaliere del Lavoro. Ma per la Sicilia è, soprattutto, l’esempio vivente che un futuro diverso è già realtà.















