Eseguiti questa mattina a Palermo otto provvedimenti di fermo di indiziato di delitto emessi dalla procura della Repubblica presso il tribunale del capoluogo siciliano, Direzione distrettuale antimafia. I poliziotti della Squadra mobile palermitana ne hanno eseguiti quattro, nei confronti di persone accusate di tentata estorsione e tentato omicidio, aggravati dal metodo mafioso. I reati si riferiscono ad una violenta scia di ritorsioni avvenuta a Palermo tra aprile e maggio di quest’anno. Due di loro sono accusati di aver esploso, a volto coperto, alcune raffiche di Kalashnikov contro un’abitazione in via Don Minzoni. Gli altri due fermati erano gli autisti degli scooter che li hanno accompagnati. L’attentato ha generato la ritorsione delle vittime che hanno organizzato un agguato armato per uccidere uno degli aggressori della notte precedente. I poliziotti del commissariato Palermo San Lorenzo hanno eseguito il fermo di due giovani indiziati del reato di furto pluriaggravato di un’auto avvenuto nel marzo scorso nel parcheggio di un centro commerciale. Il mezzo è stato poi utilizzato la notte del 28 marzo da altre persone per compiere un attentato incendiario ai danni di un autolavaggio annesso a un distributore di carburanti. Gli ultimi fermi sono stati effettuati dai carabinieri del Comando provinciale di Palermo nei confronti di due giovani accusati di tentata estorsione, aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso, ai danni di locali situati nel comune di Isola delle Femmine. I due sono indiziati di aver sistemato bottiglie incendiarie davanti alle saracinesche di otto attività commerciali, lasciando sul posto un foglio di carta con una richiesta di 5mila euro.













