La vicenda umana e civile di Francesca Serio, la madre del sindacalista Salvatore Carnevale, approda sul grande schermo nel progetto cinematografico direttog con forza e sensibilità dalla regista Luana Rondinelli. Intitolato “Francesca Serio – Mamma Carnevale”, il film rende omaggio alla prima donna in Italia che, nell’immediato dopoguerra, ruppe il muro di omertà e silenzio per denunciare pubblicamente Cosa Nostra.
Una storia di riscatto e coraggio civile
Il 16 maggio 1955 a Sciara, in provincia di Palermo, Salvatore Carnevale venne brutalmente assassinato dalla mafia a soli 31 anni per via delle sue battaglie a sostegno dei diritti dei contadini e dei braccianti agricoli. Di fronte all’uccisione del figlio, Francesca Serio rifiutò la rassegnazione e la paura: fu la prima donna a costituirsi parte civile in un processo di mafia, indicando con nome e cognome gli esecutori e i mandanti del delitto, assistita dall’allora giovanissimo awocato Sandro Pertini.
La sua determinazione trasformò un lutto privato in un pilastro della lotta antimafia, segnando una svolta storica nella consapevolezza civile del Paese.
Dalla scena al set: le riprese a Palazzo Adriano
Tratto dall’omonima e apprezzata opera teatrale, il film conserva una forte impronta emotiva, arricchita dall’uso viscerale della lingua siciliana e dalle musiche dei Musicanti.
Le riprese hanno visto come cornice d’eccezione il borgo di Palazzo Adriano (Palermo) — celebre per essere stato il set di Nuovo Cinema Paradiso —, le cui piazze e vicoli storici restituiscono con realismo ed eleganza l’atmosfera della Sicilia degli anni Cinquanta.
L’opera non si limita a ricostruire un fatto di cronaca, ma celebra il valore universale della ricerca di giustizia, ricordando come il coraggio di una singola madre abbia saputo tracciare una strada indelebile per le generazioni future.















