PALERMO – La Sicilia si conferma leader in Italia per il contributo dell’artigianato al settore turistico. Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio delle Micro e Piccole Imprese di Confartigianato Sicilia, tra luglio e settembre 2026 i settori legati a ricettività, ristorazione e servizi turistici stimano oltre 20.000 nuovi ingressi lavorativi. Il dato corrisponde a circa il 20% del totale delle assunzioni programmate nell’Isola nel trimestre estivo.
Un comparto primatista in Italia
Con oltre 16.000 imprese artigiane collegate alla filiera turistica e circa 40.000 addetti impiegati, l’artigianato rappresenta il 23,1% dell’intero comparto artigiano regionale. Si tratta dell’incidenza percentuale più alta registrata in Italia.
I settori artigianali più rappresentati a supporto della domanda turistica includono:
-
Agroalimentare: 4.755 imprese
-
Attività manifatturiere e dei servizi: 3.768 imprese
-
Ristoranti e pizzerie: 2.724 imprese
-
Trasporto persone: 1.898 imprese
-
Bar, caffè e pasticcerie: 1.380 imprese
Le dichiarazioni e il nodo delle competenze
Nonostante la forte spinta occupazionale, l’associazione evidenzia la costante difficoltà nel reperire personale qualificato e specializzato per coprire le posizioni aperte.
“L’artigianato è uno dei pilastri del turismo siciliano. Essere la prima regione italiana per incidenza delle imprese artigiane nei settori legati alla domanda turistica conferma il valore delle nostre aziende, che ogni giorno contribuiscono a promuovere l’identità, la qualità e l’accoglienza della Sicilia,” ha dichiarato Emanuele Alessandro Virzì, presidente di Confartigianato Sicilia. “Allo stesso tempo, i dati evidenziano la necessità di investire sulla formazione e sulle competenze per rispondere alla crescente domanda di personale qualificato.”
La mappa delle province: Palermo in vetta
Sul piano dell’incidenza percentuale sul totale dell’artigianato locale, Palermo guida la classifica regionale toccando il 25,9%, seguita da Agrigento (25,2%) e Messina (23,5%), tutte al di sopra della media regionale del 23,1%















